Tangenziale di Gela, interrogazione al ministro Toninelli sullo stato dei lavori

Di seguito il testo dell’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, sullo stato dei lavori della tangenziale di Gela.

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti – Per sapere – premesso che:

  • il 29 maggio scorso, l’Anas ha depositato alla Commissione Trasporti del Senato un rapporto nel quale sono
    evidenziate 202 opere pubbliche che sarebbero dovute essere appaltate entro il 2019, e che ora sono state
    rinviate al 2020 o al 2021. La somma degli importi delle 202 opere ferme è di 16,3 miliardi;
  • tra le suddette opere ferme vi è quella relativa al completamento della tangenziale di Gela. Un’opera
    importante che vale ben 316, 5 milioni di euro. Un investimento fortemente atteso dalla regione e anche
    dai sindacati del settore edile, dato che il comparto è da anni in costante sofferenze a livello locale;
  • La realizzazione consentirebbe un collegamento diretto tra l’area locale e quella della 626, attraverso la 117
    bis. Nella scheda tecnica si legge che “l’intervento prevede una variante alla S.S.115, di categoria C1
    (extraurbana secondaria), dell’estesa di circa 16 km, esterna all’abitato di Gela, che, a partire dalla zona
    Sud-Est di Gela, si sviluppa dal I° lotto già realizzato dall’ASI di Gela e, oltre l’abitato di Gela, si riconnette a
    Nord-Ovest di Gela ai lotti 7° e 8° della S.S.626, e, mediante una bretella, alla S.S.115 ad Ovest di Gela, con
    n. 5 svincoli. Sono previsti n. 8 viadotti: per uno sviluppo complessivo di circa ml. 1.350 e n. 1 gallerie
    naturale, oltre a circa 13 km di viabilità complementare”;
  • Come riportato da Repubblica-Palermo, però, tutto slitterà perché il progetto deve essere adeguato alle
    nuove norme di settore (sia stradali che sulle strutture);
  • inizialmente, era stato previsto un affidamento dei lavori proprio nel corso del 2019 e un avvio dei cantieri
    dal 2020. Secondo il citato rapporto di Anas, però, non sarà possibile rispettare i tempi;
    peraltro sono almeno tredici le maxi opere viarie previste sull’isola che non riusciranno a partire da subito;

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Polizia-Penitenziaria

Poca Polizia Penitenziaria, troppi detenuti. Così non va. Cosa chiedo al Ministro della Giustizia

Interrogazione a risposta scritta al Ministro della Giustizia.

Premesso che:

  • il Corpo della polizia penitenziaria è composto da 35 mila uomini e donne (31 mila i primi, circa 4 mila le seconde) i quali vengono oberati di lavoro, a fronte della evidente carenza di personale, e sono, molto spesso, costretti a svolgere il loro incarico in un clima incandescente;
  • la popolazione carceraria aumenta ma di contro non cresce il numero degli agenti della polizia penitenziaria, tanto che in taluni istituti è previsto un agente per ogni 3,8 detenuti;
  • nonostante le avversità con il quale conducono il proprio lavoro i poliziotti penitenziari nel primo semestre del 2018 hanno sventato 585 tentativi di suicidio da parte dei detenuti e sono intervenuti per bloccare 5.157 atti di autolesionismo;
  • i dati riportati dal Dipartimento Amministrazione Penitenziaria delineano un quadro allarmante: a fronte di una capienza regolamentare di 50.581 reclusi, al 31 dicembre 2018 i nostri istituti di pena ospitano 59.655 detenuti, di cui 20.255 stranieri;
  • i numeri appena riportati ci consegnano la fotografia di un sistema penitenziario che non funziona come dovrebbe, in quanto le carceri dovrebbero essere ambienti in cui si sceglie di rinascere, intraprendendo un nuovo percorso esistenziale, alternativo alla devianza e non luoghi in cui la violenza, soprattutto contro gli agenti, è protagonista assoluta;
  • a ciò si aggiunge che i provvedimenti adottati dal Governo hanno in parte dimenticato tutti gli uomini e le donne che con grande spirito di servizio servono quotidianamente il nostro Paese e vigilano sulla sicurezza dei cittadini: le somme irrisorie stanziate nella legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) non fanno altro che acuire le evidenti problematiche già presenti da tempo;
  • parte dimenticato tutti gli uomini e le donne che con grande spirito di servizio servono quotidianamente il nostro Paese e vigilano sulla sicurezza dei cittadini: le somme irrisorie stanziate nella legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) non fanno altro che acuire le evidenti problematiche già presenti da tempo;

Chiedo:

  • se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto sopra esposto;
  • quali iniziative intenda assumere per garantire adeguati standard di sicurezza nelle strutture afferenti alla gestione del Ministero della giustizia;
  • quali iniziative intenda intraprendere per prevenire aggressioni a danno del personale carcerario, e se, anche alla luce di quanto illustrato in premessa, non ritenga di adeguare, nel più breve tempo possibile, gli organici della polizia penitenziaria negli istituti penitenziari;
  • quali iniziative urgenti intenda adottare per garantire, da un lato, maggiore sicurezza e condizioni dignitose di lavoro per il personale penitenziario e, dall’altro, un trattamento civilmente accettabile per i detenuti;
  • se non intenda attuare, più in generale, una profonda e urgente riforma sull’intero sistema penitenziario italiano e sulla effettività del principio di rieducazione della pena.