PDL

È necessario incidere sull’obbligatorietà dell’azione penale

Giovanni Falcone al convegno di Senigallia, già nel 1990 fu, come sempre, esplicito affermando che era giunto il momento di razionalizzare e coordinare l’attività del Pubblico Ministero finora reso praticamente irresponsabile da una visione feticistica dell’obbligatorietà dell’azione penale e dalla mancanza di efficaci controlli sulla sua attività.

In questa direzione oggi anche l’avv. Beniamino Migliucci, presidente del comitato promotore della PDL di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere dei magistrati, da me interpellato in audizione presso le commissioni riunite della camera dei deputati.

Nel nostro Paese esiste un potere senza responsabilità. Il pubblico ministero è a capo della polizia giudiziaria e, quindi, dirige le indagini con una discrezionalità che può anche sconfinare nell’arbitrio. Può imbastire processi lunghi e costosi e se sbaglia non risponde ad alcuno del suo operato; inoltre, in Italia abbiamo un sistema accusatorio per il quale un cittadino assolto può essere riprocessato e condannato.

Di fronte a problemi così complessi, governo e parlamento hanno – nel tempo – evitato di dare una risposta efficace. Non è certamente la responsabilità civile dei magistrati l’accorgimento in grado di incidere sulle cause degli errori giudiziari. Il ministro Bonafede ha dichiarato a Radio 24 che ‘la separazione della carriera non è assolutamente una priorità. A prescindere dal contratto di governo non la considero una priorità. Se i cittadini presenteranno una proposta di legge, ovviamente non mi sottrarrò al dialogo. Siamo fiduciosi che possa cambiare idea perché, diversamente, dimostrerebbe di ignorare la complessità di un problema che non è più procrastinabile.

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