bartolozzi

Commissione Antimafia, Giusi Bartolozzi (FI) alla guida del Comitato Mafia – Appalti

La Commissione bicamerale antimafia, nella plenaria di ieri mattina (28 febbraio), ha nominato l’on. Giusi Bartolozzi, deputato di Forza Italia, eletta in Sicilia e unica donna magistrato in Parlamento, coordinatore del Comitato sulla “permeabilità delle procedure di appalto ed evidenza pubblica alla infilatrazione delle associazioni criminale”.

Il comitato provvederà ad istruire i lavori della commissione sulle forma di accumulazione dei patrimoni illeciti e sulle modalità di investimento e riciclaggio dei proventi derivanti dalle attività delle organizzazioni criminali e accertare le modalità di difesa dai condizionamenti mafiosi dei sistemi degli appalti e dei contratti pubblici disciplinato dal codice dei contratti pubblici di lavori, forniture, servizi e concessioni (d.lgs n.50 del 2016 e s.m.i.).

La competenza del Comitato si estende alle procedure ad evidenza pubblica, ivi comprese quelle gestite dalle Regioni, dalle autonomie locali e dagli altri enti appaltatori ed alle diverse forme di affidamento dei contratti pubblici sino alle concessioni di servizi pubblici (acqua, gas, etc.) ed alla promozione privata per la realizzazione delle opere pubbliche (project financing), nonché alle procedure derogatorie (sotto soglia, emergenze etc.).

Il Comitato si occupa altresì del controverso sistema delle misure di prevenzione volte a limitare la capacità di concorrere all’aggiudicazione e dei loro effetti sul buon andamento delle procedure ad evidenza pubblica.

Per l’on. Bartolozzi “un impegno che mi onora. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ipotizzarono per la prima volta l’esistenza di comitati d’affari, gestiti dalla mafia e con profondi legami con politici e imprenditori di rilievo nazionale, per la spartizione degli appalti pubblici. E’ mia intenzione coordinare i lavori dei commissari con la consapevolezza che il rapporto appalti pubblici e criminalità organizzata riguarda, a più livelli, diverse aree di interesse, di studio e di azione. Non è sufficiente affidare la complessiva attività di prevenzione alla pur determinata azione dell’ANAC o l’intera opera di repressione all’azione della Magistratura. Una risposta per essere efficace deve muovere dall’azione sinergica di diverse competenze. Oggi più che in passato”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *